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Lugano con Assange. Ricevuti i familiari dell'uomo che ha osato svelare i misfatti del potere (USA)
Lugano con Assange. Ricevuti i familiari dell'uomo che ha osato svelare i misfatti del potere (USA)

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Ricevuti ieri a Palazzo Civico i famigliari di Julian Assange, detenuto dal 2019 nel Regno Unito e su cui pende la richiesta di estradizione negli Stati Uniti.


  28 Ottobre 2022 - 14:54





Dal 2019 detenuto nella prigione inglese di Belmarsh con la richiesta di estradizione negli Stati Uniti per aver pubblicato, tramite la sua organizzazione Wikileaks, documenti secretati riguardanti crimini di guerra commessi in Iraq, Afghanistan e altri Paesi. Ieri i famigliari di Julian Assange - la moglie e avvocato Stella, il padre John Shipton e il fratello Gabriel Shipton, ospiti del “Plan ₿ Forum” in svolgimento questo fine settimana e che da anni si battono per la liberazione di Julian - sono stati ricevuti dalla Città di Lugano. Il sindaco Michele Foletti, i municipali Lorenzo Quadri, Tiziano Galeazzi, il segretario comunale Robert Bregy, hanno accolto a Palazzo Civico ieri i famigliari di Assange, che nel pomeriggio hanno anche incontrato gli studenti di USI, SUPSI e Franklin University.

“Anche noi seguiamo con trepidazione, sconcerto e speranza il calvario di Julian, segregato per avere divulgato documenti che hanno mostrato il lato buio di istituzioni democraticamente elette. Ci auguriamo che questa vicenda possa incontrare al più presto un finale dove l’interesse e la priorità dell’”umano” prevalgano su qualsiasi altra considerazione”, ha detto il sindaco Michele Foletti, citato nel comunicato stampa della Città.

A seguito del ricevimento si è svolto un incontro con i media, in cui i famigliari di Assange hanno aggiornato i presenti sulla situazione dell’attivista australiano, la cui detenzione è stata giudicata illegittima, fra gli altri, dal relatore dell’ONU sulla tortura e dal Consiglio d’Europa. È stata anche l’occasione per parlare della partecipazione dei tre al “Lugano Plan ₿ Forum”, incentrato sul mondo della blockchain e della criptovaluta. Un mondo, in particolare quello del bitcoin, a cui l’entourage di Assange si è avvicinato già nel 2011, e che poi è diventato centrale per permettere la raccolta di donazioni a favore della causa di Julian Assange (dato che gli Stati Uniti hanno bloccato loro qualsiasi altra forma di transazione, come i circuiti della carte di credito e bancari). La tecnologia della crittografia e della blockchain (su cui si basano le criptomonete) poi, è stato detto, può avere una grande utilità quando si tratta di tutelare e certificare le informazioni: anche informazioni fondamentali per l’opinione pubblica, come quelle divulgate da Assange e la sua organizzazione, ma che i governi preferirebbero rimanessero nell’ombra.

Le attuali condizioni di Julian Assange nella prigione di “Sua Maestà” di Belmarsh, rimangono estremamente rigide. Non è più tenuto nella sua cella 24 ore al giorno, ma dalle 21 alle 23 ore, ha informato Stella Assange. Contro l’ultima decisione di estradizione emessa dai tribunali inglesi Assange si è opposto e ora la palla è in mano al tribunale di secondo grado, ha spiegato. L’avvocato e moglie del fondatore di Wikileaks ha anche denunciato spionaggi e addirittura l’esistenza di un piano di assassino di Assange da parte dell’intelligence Usa (di cui anche un tribunale spagnolo si sta occupando).

La speranza per Assange, ci ha detto anche il fratello Gabriel Shipton, viene dalle persone e dalle istituzioni che si stanno attivando a favore della sua liberazione.

Dal 2019 detenuto nella prigione inglese di Belmarsh con la richiesta di estradizione negli Stati Uniti per aver pubblicato, tramite la sua organizzazione Wikileaks, documenti secretati riguardanti crimini di guerra commessi in Iraq, Afghanistan e altri Paesi. Ieri i famigliari di Julian Assange - la moglie e avvocato Stella, il padre John Shipton e il fratello Gabriel Shipton, ospiti del “Plan ₿ Forum” in svolgimento questo fine settimana e che da anni si battono per la liberazione di Julian - sono stati ricevuti dalla Città di Lugano. Il sindaco Michele Foletti, i municipali Lorenzo Quadri, Tiziano Galeazzi, il segretario comunale Robert Bregy, hanno accolto a Palazzo Civico ieri i famigliari di Assange, che nel pomeriggio hanno anche incontrato gli studenti di USI, SUPSI e Franklin University.

“Anche noi seguiamo con trepidazione, sconcerto e speranza il calvario di Julian, segregato per avere divulgato documenti che hanno mostrato il lato buio di istituzioni democraticamente elette. Ci auguriamo che questa vicenda possa incontrare al più presto un finale dove l’interesse e la priorità dell’”umano” prevalgano su qualsiasi altra considerazione”, ha detto il sindaco Michele Foletti, citato nel comunicato stampa della Città.

A seguito del ricevimento si è svolto un incontro con i media, in cui i famigliari di Assange hanno aggiornato i presenti sulla situazione dell’attivista australiano, la cui detenzione è stata giudicata illegittima, fra gli altri, dal relatore dell’ONU sulla tortura e dal Consiglio d’Europa. È stata anche l’occasione per parlare della partecipazione dei tre al “Lugano Plan ₿ Forum”, incentrato sul mondo della blockchain e della criptovaluta. Un mondo, in particolare quello del bitcoin, a cui l’entourage di Assange si è avvicinato già nel 2011, e che poi è diventato centrale per permettere la raccolta di donazioni a favore della causa di Julian Assange (dato che gli Stati Uniti hanno bloccato loro qualsiasi altra forma di transazione, come i circuiti della carte di credito e bancari). La tecnologia della crittografia e della blockchain (su cui si basano le criptomonete) poi, è stato detto, può avere una grande utilità quando si tratta di tutelare e certificare le informazioni: anche informazioni fondamentali per l’opinione pubblica, come quelle divulgate da Assange e la sua organizzazione, ma che i governi preferirebbero rimanessero nell’ombra.

Le attuali condizioni di Julian Assange nella prigione di “Sua Maestà” di Belmarsh, rimangono estremamente rigide. Non è più tenuto nella sua cella 24 ore al giorno, ma dalle 21 alle 23 ore, ha informato Stella Assange. Contro l’ultima decisione di estradizione emessa dai tribunali inglesi Assange si è opposto e ora la palla è in mano al tribunale di secondo grado, ha spiegato. L’avvocato e moglie del fondatore di Wikileaks ha anche denunciato spionaggi e addirittura l’esistenza di un piano di assassino di Assange da parte dell’intelligence Usa (di cui anche un tribunale spagnolo si sta occupando).

La speranza per Assange, ci ha detto anche il fratello Gabriel Shipton, viene dalle persone e dalle istituzioni che si stanno attivando a favore della sua liberazione.




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