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Il petrolio punta a 100 dollari
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Il petrolio ha superato oggi i 95 dollari al barile. L'inflazione resta fra i principali rischi secondo l'Ocse.


  19 Settembre 2023 - 12:22




Il petrolio è tornato oggi sopra i 95 dollari al barile, ai massimi da 10 mesi a questa parte. Il petrolio brent ha superato oggi nelle quotazioni i 95 dollari al barile, mentre il Wti ha sfiorato i 93 dollari, sempre ai massimi da quasi un anno.

 

Lo scorso 24 agosto l’Opec e la Russia hanno annunciato una riduzione della produzione per sostenere i prezzi e da allora il prezzo dell’oro nero ha continuato a crescere. La crescita del prezzo del petrolio desta anche qualche preoccupazione in relazione agli sforzi delle banche centrali per ridurre l’inflazione.

 

Sempre oggi nelle sue Prospettive Economiche Intermedie l’Ocse prevede per i Paesi del G20 che l’inflazione si riduca dal 7,8% del 2022, al 6% del 2023 al 4,8% del 2024. Per l’Eurozona l’Ocse indica un’inflazione all’8,4% nel 2022, al 5,5% nel 2023 e al 3% nel 2024. Le previsioni sull’inflazione sono state tagliate del 0,3% per il 2023 e del 0,2% per il 2024 rispetto alle precedenti previsioni di giugno. Tuttavia secondo il segretario generale dell’Ocse Matthias Cormann “tra i principali rischi l’inflazione risulta più forte di quanto previsto il che richiede politiche monetarie restrittive”. L'Ocse raccomanda alla banche centrali di proseguire con le politiche monetarie restrittive.

Il petrolio è tornato oggi sopra i 95 dollari al barile, ai massimi da 10 mesi a questa parte. Il petrolio brent ha superato oggi nelle quotazioni i 95 dollari al barile, mentre il Wti ha sfiorato i 93 dollari, sempre ai massimi da quasi un anno.

 

Lo scorso 24 agosto l’Opec e la Russia hanno annunciato una riduzione della produzione per sostenere i prezzi e da allora il prezzo dell’oro nero ha continuato a crescere. La crescita del prezzo del petrolio desta anche qualche preoccupazione in relazione agli sforzi delle banche centrali per ridurre l’inflazione.

 

Sempre oggi nelle sue Prospettive Economiche Intermedie l’Ocse prevede per i Paesi del G20 che l’inflazione si riduca dal 7,8% del 2022, al 6% del 2023 al 4,8% del 2024. Per l’Eurozona l’Ocse indica un’inflazione all’8,4% nel 2022, al 5,5% nel 2023 e al 3% nel 2024. Le previsioni sull’inflazione sono state tagliate del 0,3% per il 2023 e del 0,2% per il 2024 rispetto alle precedenti previsioni di giugno. Tuttavia secondo il segretario generale dell’Ocse Matthias Cormann “tra i principali rischi l’inflazione risulta più forte di quanto previsto il che richiede politiche monetarie restrittive”. L'Ocse raccomanda alla banche centrali di proseguire con le politiche monetarie restrittive.




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