Immagine non disponibile
Congresso socialista: al primo "round" passa la linea della direzione
Congresso socialista: al primo "round" passa la linea della direzione

Articoli di

PRESENTE A
SCATTI


In corso il congresso socialista a Bellinzona. Nella votazione sul regolamento elettorale passa la linea della direzione per 203 voti a 79.


  13 Novembre 2022 - 13:08





Nel primo argomento sostanziale all'ordine del giorno, la votazione sull'emendamento al regolamento elettorale, passa la linea della direzine Ps. 79 favorevoli, 203 contrari, 4 astenuti. 

Si è aperto questa mattina a Bellinzona il congresso del Ps Ticino, con all’ordine del giorno la decisione sui due nomi socialisti da mettere nella lista Comune con i Verdi per il Consiglio di Stato. Le posizioni erano note: la direzione voleva i nomi di Marina Carobbio e Yannick Demaria, ma anche Amalia Mirante ha avanzato il suo nome per essere della partita. Nel concreto, dopo i saluti e i discorsi di rito, il congresso si è aperto con il tema dell’emendamento al regolamento congressuale presentato Evaristo Roncelli, che chiedeva di cambiare la modalità di votazione, uscendo dalla dinamica “un posto alla candidatura d’esperienza è un posto alla candidatura giovane” (ovvero, Carobbio e Demaria) e dare la possibilità al congresso di scegliere votando i due candidati che preferisce fra i tre.

Il tema ha occupato tutta la mattinata interventi suono proseguiti di fatto fino alle 13.00, in largo ritardo sull’ordine del giorno. A presentare l’emendamento è intervenuto l’ex direttore della Rsi Maurizio Canetta. “Una questione di metodo”, ha detto, “che permette al congresso di scegliere i nomi che preferisce”.

A nome della direzione contro l’emendamento è intervenuto il consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli, che ha parlato della necessità di “divedere quello che è interno da quello che è esterno”. Il consigliere di Stato ha puntato il dito contro i media, che negli scorsi mesi hanno messo in evidenza nel partito socialista fragilità e divisioni. “Vogliamo andare avanti quattro mesi così?”, ha chiesto alla sala. “Dobbiamo decidere chi è la nostra candidata di punta”, ha detto, ribadendo che “il confronto interno non è pagante”.

Numerosi gli interventi nella discussione che è seguita e che ha occupato diverse ore. Contro all’emendamento sono intervenuti fra gli altri il consigliere comunale luganese Aurelio Sargenti, Pepita Vera Conforti, Anna Biscossa, la municipale di Lugano Nancy Lunghi, Nenad Stojanovic.

Il primo intervento a favore (dopo Canetta) è stato uno di peso: quello di Mario Branda. Il sindaco di Bellinzona si è detto in sostanza favorevole all’alleanza con i verdi, alla formula “2+2” e si è dichiarato sostenitore di Marina Carobbio. Tuttavia, ha detto Branda, l’immagine del partito verso l’esterno rischia di risentire di una procedura di selezione dei candidati non aperta. “Non capisco perché Amalia non possa fare parte della lista”, ha detto Branda. “Non dobbiamo essere un partito che si accontenta di perdere solo lo 0,1%. Dobbiamo vincere”, ha detto Branda. “Ora non è più tempo di dare le pagelle a chi è più compagno o meno compagno”.

Numerosi gli interventi che sono seguiti. Fra i favorevoli all’emendamento anche il municipale di Bellinzona Henrik Bang e la granconsigliera Simona Buri, fra i contrari Adriano Venuti ed altri. C'è anche chi è intervenuto criticando il fatto che candidando Marina Carobbio al Consiglio di Stato di fatto si consegna il Consiglio degli Stati alla destra. 

Poco prima delle 14:00 si è finalmente giunti alla votazione sull'emendamento. Prima è stato deciso a larga maggioranza che la votazione sarebbe stata palese (anche perché, come segnalato dal copresidente Sirica, il risotto era pronto già da un po'). Con alzata dei cartellini, dunque, con 79 voti favorevoli, 203 contrari, 4 astenuti, l'emendamento è stato respinto.

Certo dunque a questo punto il posto di Yannick Demaria, in quanto unico candidato rispondente ai criteri per la "candidatura giovane" (massimo 35 anni). Nel corso del pomeriggio si voterà sulla "candidatura d'esperienza" fra Mirante e Carobbio. 

Nel primo argomento sostanziale all'ordine del giorno, la votazione sull'emendamento al regolamento elettorale, passa la linea della direzine Ps. 79 favorevoli, 203 contrari, 4 astenuti. 

Si è aperto questa mattina a Bellinzona il congresso del Ps Ticino, con all’ordine del giorno la decisione sui due nomi socialisti da mettere nella lista Comune con i Verdi per il Consiglio di Stato. Le posizioni erano note: la direzione voleva i nomi di Marina Carobbio e Yannick Demaria, ma anche Amalia Mirante ha avanzato il suo nome per essere della partita. Nel concreto, dopo i saluti e i discorsi di rito, il congresso si è aperto con il tema dell’emendamento al regolamento congressuale presentato Evaristo Roncelli, che chiedeva di cambiare la modalità di votazione, uscendo dalla dinamica “un posto alla candidatura d’esperienza è un posto alla candidatura giovane” (ovvero, Carobbio e Demaria) e dare la possibilità al congresso di scegliere votando i due candidati che preferisce fra i tre.

Il tema ha occupato tutta la mattinata interventi suono proseguiti di fatto fino alle 13.00, in largo ritardo sull’ordine del giorno. A presentare l’emendamento è intervenuto l’ex direttore della Rsi Maurizio Canetta. “Una questione di metodo”, ha detto, “che permette al congresso di scegliere i nomi che preferisce”.

A nome della direzione contro l’emendamento è intervenuto il consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli, che ha parlato della necessità di “divedere quello che è interno da quello che è esterno”. Il consigliere di Stato ha puntato il dito contro i media, che negli scorsi mesi hanno messo in evidenza nel partito socialista fragilità e divisioni. “Vogliamo andare avanti quattro mesi così?”, ha chiesto alla sala. “Dobbiamo decidere chi è la nostra candidata di punta”, ha detto, ribadendo che “il confronto interno non è pagante”.

Numerosi gli interventi nella discussione che è seguita e che ha occupato diverse ore. Contro all’emendamento sono intervenuti fra gli altri il consigliere comunale luganese Aurelio Sargenti, Pepita Vera Conforti, Anna Biscossa, la municipale di Lugano Nancy Lunghi, Nenad Stojanovic.

Il primo intervento a favore (dopo Canetta) è stato uno di peso: quello di Mario Branda. Il sindaco di Bellinzona si è detto in sostanza favorevole all’alleanza con i verdi, alla formula “2+2” e si è dichiarato sostenitore di Marina Carobbio. Tuttavia, ha detto Branda, l’immagine del partito verso l’esterno rischia di risentire di una procedura di selezione dei candidati non aperta. “Non capisco perché Amalia non possa fare parte della lista”, ha detto Branda. “Non dobbiamo essere un partito che si accontenta di perdere solo lo 0,1%. Dobbiamo vincere”, ha detto Branda. “Ora non è più tempo di dare le pagelle a chi è più compagno o meno compagno”.

Numerosi gli interventi che sono seguiti. Fra i favorevoli all’emendamento anche il municipale di Bellinzona Henrik Bang e la granconsigliera Simona Buri, fra i contrari Adriano Venuti ed altri. C'è anche chi è intervenuto criticando il fatto che candidando Marina Carobbio al Consiglio di Stato di fatto si consegna il Consiglio degli Stati alla destra. 

Poco prima delle 14:00 si è finalmente giunti alla votazione sull'emendamento. Prima è stato deciso a larga maggioranza che la votazione sarebbe stata palese (anche perché, come segnalato dal copresidente Sirica, il risotto era pronto già da un po'). Con alzata dei cartellini, dunque, con 79 voti favorevoli, 203 contrari, 4 astenuti, l'emendamento è stato respinto.

Certo dunque a questo punto il posto di Yannick Demaria, in quanto unico candidato rispondente ai criteri per la "candidatura giovane" (massimo 35 anni). Nel corso del pomeriggio si voterà sulla "candidatura d'esperienza" fra Mirante e Carobbio. 




Articoli di

PRESENTE A
SCATTI


Ultime notizie



Ultime notizie