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Covid: i "pazienti zero" sono tre ricercatori del laboratorio di Wuhan, dice un'inchiesta
Covid: i "pazienti zero" sono tre ricercatori del laboratorio di Wuhan, dice un'inchiesta

Articoli di Scienza e tecnologia


Un'inchiesta giornalistica pubblicata da Substack Public indica i quali sarebbero i primi tre esseri umani a contrarre il covid-19.


  19 Giugno 2023 - 13:05




Le prime persone a contrarre il covid-19 sarebbero  stati degli scienziati che conducevano ricerche sui nuovi coronavirus presso l’Istituto di virologia di Whuan: è quanto emerge da una nuova inchiesta, dei giornalisti Michael Shellenberger e Matt Taibb, pubblicata sulla newsletter Substack Public e ripresa da diverse testate statunitensi. L’inchiesta dei giornalisti si inserisce nel già lungo filone della ricerca delle origini del covid-19 e della sua possibile fuga iniziale proprio dal laboratorio di Wuhan.

 

L’inchiesta cita quale fonte diversi funzionari del governo statunitense e sostiene che i tre ricercatori conducevano esperimenti di “gain-of-funcition” (che “potenziano” i virus per meglio comprenderne la pericolosità) sui virus, quando nell’autunno del 2019 si sono ammalati.

 

Che le autorità statunitensi (e non solo) indichino nel laboratorio cinese di Wuhan la probabile origine del virus non è una novità. Lo scorso marzo il direttore dell’FBI aveva dichiarato che “l'FBI ha valutato da tempo che le origini della pandemia sono molto probabilmente un potenziale incidente di laboratorio a Wuhan, in Cina”.

 

L’inchiesta fa i nomi di Ben Hu, Ping Yu and Yan Zhu, che sarebbero appunto i tre scienziati attivi presso il laboratorio di Wuhan e i primi esseri umani a contrarre il virus, sostengono Shellenberger e Taibb. Hu e Yu, assieme a Zengli Shi (chiamata "la donna pipistrello" per le sue ricerche sui virus dei pipistrelli), avevano pubblicato ad inizio 2019 una ricerca sulla linea genetica del coronavirus dei pipistrelli legato alla Sars (Severe acute respiratory syndrome). Secondo quanto dichiarato a Substak Public da Alina Chan, biologa molecolare presso il Broad Institute del MIT e di Harvard, Hu “ha creato virus chimerici simili alla SARS e li ha testati su topi umanizzati. Se dovessi indovinare chi si occupasse di questa rischiosa ricerca sui virus e fosse più a rischio di essere accidentalmente infettato, sarebbe lui”. Sempre secondo Chan, autrice del libro "Viral: The Search for the Origin of Covid-19”, gli scienziati dell’Istituto di virologia di Wuhan, hanno condotto la loro ricerca a un livello di sicurezza di rischio biologico inferiore, BSL-2, "quando ora sappiamo che il virus pandemico è persino in grado di fuggire da un laboratorio BSL-3 e infettare giovani lavoratori di laboratorio completamente vaccinati".

Le prime persone a contrarre il covid-19 sarebbero  stati degli scienziati che conducevano ricerche sui nuovi coronavirus presso l’Istituto di virologia di Whuan: è quanto emerge da una nuova inchiesta, dei giornalisti Michael Shellenberger e Matt Taibb, pubblicata sulla newsletter Substack Public e ripresa da diverse testate statunitensi. L’inchiesta dei giornalisti si inserisce nel già lungo filone della ricerca delle origini del covid-19 e della sua possibile fuga iniziale proprio dal laboratorio di Wuhan.

 

L’inchiesta cita quale fonte diversi funzionari del governo statunitense e sostiene che i tre ricercatori conducevano esperimenti di “gain-of-funcition” (che “potenziano” i virus per meglio comprenderne la pericolosità) sui virus, quando nell’autunno del 2019 si sono ammalati.

 

Che le autorità statunitensi (e non solo) indichino nel laboratorio cinese di Wuhan la probabile origine del virus non è una novità. Lo scorso marzo il direttore dell’FBI aveva dichiarato che “l'FBI ha valutato da tempo che le origini della pandemia sono molto probabilmente un potenziale incidente di laboratorio a Wuhan, in Cina”.

 

L’inchiesta fa i nomi di Ben Hu, Ping Yu and Yan Zhu, che sarebbero appunto i tre scienziati attivi presso il laboratorio di Wuhan e i primi esseri umani a contrarre il virus, sostengono Shellenberger e Taibb. Hu e Yu, assieme a Zengli Shi (chiamata "la donna pipistrello" per le sue ricerche sui virus dei pipistrelli), avevano pubblicato ad inizio 2019 una ricerca sulla linea genetica del coronavirus dei pipistrelli legato alla Sars (Severe acute respiratory syndrome). Secondo quanto dichiarato a Substak Public da Alina Chan, biologa molecolare presso il Broad Institute del MIT e di Harvard, Hu “ha creato virus chimerici simili alla SARS e li ha testati su topi umanizzati. Se dovessi indovinare chi si occupasse di questa rischiosa ricerca sui virus e fosse più a rischio di essere accidentalmente infettato, sarebbe lui”. Sempre secondo Chan, autrice del libro "Viral: The Search for the Origin of Covid-19”, gli scienziati dell’Istituto di virologia di Wuhan, hanno condotto la loro ricerca a un livello di sicurezza di rischio biologico inferiore, BSL-2, "quando ora sappiamo che il virus pandemico è persino in grado di fuggire da un laboratorio BSL-3 e infettare giovani lavoratori di laboratorio completamente vaccinati".




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